Fondazione Finanza Etica produce ricerca, percorsi formativi e azioni di advocacy su come funziona la finanza e su chi ne resta fuori. Anni fa, siamo stati noi a costruire il suo primo sito web e con il tempo, abbiamo continuato ad implementarlo. Da allora la fondazione ha continuato ad allargare il proprio raggio d’azione, ha aperto nuovi programmi ed è entrata in reti europee. Ed il sito web l’ha seguita, adeguandosi, diventando ancor più uno strumento di informazione, invito all’azione, collettore di contenuti.
Con ogni nuovo progetto, venivano aggiunte nuove pagine, mentre l’alberatura e l’architettura informativa restavano invariate. Ben presto i progetti più importanti si erano staccati in siti satellite.
L’audit tecnica del sito esistente, alla vigilia del lancio, restituiva 8.739 segnalazioni, di cui 6.486 warning, con un Site Health fermo al 72%. Questo dato era dovuto ad un impianto cresciuto per aggiunte successive, che non aveva una struttura aggiornata e rispondente. Il Site Health rilevato da Semrush è passato, dopo la pubblicazione del nuovo sito, dal 72% all’86%, le segnalazioni da 8.739 a 1.160, i warning si sono ridotti del 94%.
La parte che conta di più, però, è che il sito è costruito su solide fondamenta: pronte a reggere la crescita. Le ricerche pubblicate hanno oggi una landing page pronta ad accoglierle, le risorse che entrano in archivio aggiungono copertura sui temi, e i nuovi progetti trovano una sezione dove stare senza che si debba rimettere mano alla navigazione.
Il progetto è durato circa dieci mesi, da agosto 2025 al lancio del 10 giugno 2026. La maggior parte del tempo è stata dedicata alle attività che vengono prima dello sviluppo.
Abbiamo iniziato con sessioni di brainstorming, facilitate da board Figma, insieme al team della fondazione, lavorando sull’architettura delle informazioni prima di toccare qualsiasi elemento dell’interfaccia utente o grafica. In parallelo abbiamo fatto benchmarking sulle fondazioni europee che lavorano sugli stessi temi, per capire come strutturano la governance, i posizionamenti pubblici, gli ambiti di lavoro. Ci serviva un riferimento su cosa il pubblico di questo settore si aspetta di trovare, e dove.
Il card sorting è stato il momento in cui le cose si sono chiarite. Riorganizzare i contenuti partendo dalle domande di chi cerca, e non dall’organigramma della fondazione, ha portato a decisioni che dall’interno non sarebbero state scontate. Le sei aree di attività — formazione, ricerca, engagement, advocacy, bandi, progetti — sono finite tutte sullo stesso piano gerarchico, con la stessa importanza.
Poi c’è stata la fase a cui teniamo di più, quella delle domande.
Prima di finalizzare i wireframe abbiamo preparato un documento con una domanda per ogni scelta che non potevamo prendere da soli. Quante campagne attive avete in media contemporaneamente? I posizionamenti pubblici devono somigliare a quelli di Febea o serve un formato diverso? La timeline dell’engagement va mantenuta o rimanda al report e diventa ridondante? Nei progetti serve un filtro per tema, e con quali temi?
La fondazione ha risposto punto per punto, e diverse risposte hanno cambiato la struttura delle pagine. Sulle categorie dei progetti, per esempio, la risposta è stata che le nostre proposte avevano senso ma andavano riscritte, e ci abbiamo lavorato insieme.
Ogni momento creativo e partecipativo è diventato fondamentale per tradurre appieno la visione della fondazione in un’esperienza digitale significativa.
Anche il linguaggio visivo della fondazione è stato finalmente razionalizzato. Abbiamo proposto una palette che intreccia il blu istituzionale con il giallo della luce: rigore e calore insieme, perché Fondazione Finanza Etica è esattamente questo. Abbiamo disegnato ad hoc l’intero sistema iconografico: forme geometriche essenziali, accenti gialli sospesi nello spazio, una grammatica visiva riconoscibile a colpo d’occhio. Ogni icona è animata, perché il movimento racconta una fondazione che non è ferma sulle sue posizioni, ma in dialogo costante con il presente.
La fondazione lavora su questioni che raramente arrivano al grande pubblico in modo comprensibile: il finanziamento dell’industria degli armamenti, i paradisi fiscali, la violenza economica nelle relazioni bancarie, l’accesso al credito per chi ne resta fuori, il rapporto tra finanza e crisi climatica, il divario di genere nell’accesso agli strumenti finanziari. Sono temi su cui esiste molta divulgazione superficiale e poca ricerca leggibile.
Per questo la sezione “Capire la finanza” ha trovato un peso strutturale nel nuovo sito, per dare visibilità a schede che spiegano il microcredito, gli accordi di Basilea, la cartolarizzazione, la responsabilità sociale d’impresa, l’azionariato critico.
La fondazione produce studi originali, in primo luogo il rapporto annuale sulla finanza etica e sostenibile in Europa, arrivato all’ottava edizione, più analisi tematiche e bilanci sociali.
Abbiamo costruito una landing dedicata per ogni pubblicazione, con una struttura ripetibile e una versione inglese, che porta in pagina una parte dei dati del rapporto invece di lasciarli chiusi nel PDF. È quello che rende quei numeri leggibili anche dai sistemi di intelligenza artificiale.
Questa struttura guarda soprattutto alla GEO, cioè al presidio delle risposte generate dai sistemi di intelligenza artificiale. Quando qualcuno chiede a ChatGPT o a Gemini come funziona il microcredito, o quali banche finanziano l’industria degli armamenti, il sistema costruisce la risposta pescando da fonti che riconosce come autorevoli su quel tema. Per finirci dentro non basta posizionarsi su una keyword: serve coprire un argomento in modo completo e strutturato, con contenuti attribuibili a un’organizzazione. È un lavoro che abbiamo raccontato più in dettaglio in questo articolo.
Abbiamo costruito un nuovo archivio che raccoglie ricerche, pubblicazioni e materiali formativi, con filtri per categoria, anno e tema e la ricerca per titolo. Le pubblicazioni si scaricano direttamente, mentre le schede tematiche rimandano alle pagine di approfondimento sul sito.
Negli anni i progetti più importanti si erano dotati di un sito proprio: Azionariato Critico su un sottodominio dedicato, Finanza Disarmata su un dominio separato, i bandi di con-etica si un altro sottodominio. Ognuno con la sua identità e il suo pubblico.
Chi conosceva un progetto non arrivava agli altri, e l’autorità che quei contenuti costruivano restava divisa tra domini diversi invece di sommarsi sul sito istituzionale principale.
Li abbiamo accorpati dentro al sito della fondazione, ciascuno con una sezione riconoscibile ma all’interno di un’unica architettura, gestendo la migrazione dei contenuti e la mappa dei redirect.
Adesso contribuiscono al patrimonio di contenuti e di novità del sito della fondazione.
Il sito è accessibile by design ed è stato stato verificato in merito. Per un progetto che parla di inclusione finanziaria questo era uno dei requisiti iniziali, insieme alle performance, andando oltre le normative e i requisiti di legge.
Il nuovo sito di Fondazione Finanza Etica è online. Da qui in avanti, sarà la fondazione stessa, con le persone che la animano, i contenuti che pubblicherà, le relazioni che continuerà a costruire, a farlo vivere davvero.
Hai un progetto che merita di essere raccontato meglio? Parliamone!